All Black Tri-Nations 06

Tutte le notizie uscite sul Tri Nation
2006

Apriamo oggi queste piccole sezioni dedicate ai
campionati dove hanno giocato anche gli All Black.Riporteremo le notizie che sono state scritte per
avere un ricordo delle gesta di questa squadra.

 

Sabato parte il Tre Nazioni

Australia forte ma senza piloni, Nuova Zelanda
favorita se non fa troppi esperimenti, Sudafrica forte se domina con
la mischia ma creativa come un acciaieria. Favoriti (nonostante
tutto) gli All Blacks. Queste le previsioni comuni e condivisibili
nelle terre del rugby.A Cristchurch, nell’isolone meridionale della
Nuova Zelanda, Sabato otto luglio, alle nove e mezza italiane inizia
il tre nazioni: Australia
e Nuova Zelanda , un anticipo della Bledisloe Cup. No, nessuna delle due oceaniche e nonostante le
apparenze- si
può definire in crisi. Per i non brillanti All Blacks si parla di
eccesso di
sperimentazione, per spiegare le decine di minuti anemici contro una
poderosa
Irlanda, per l’Australia invece bei segnali di gioco anche se il il
problema
cronico e cioè gli avanti che subiscono e sembra a qualche mischia
luce dalla soluzione. Per l’ostica occasione il coach dei gialli John
Connolly butta dentro 4 saltatori, con l’opzione paradossale ma
efficace di George Smith che ogni tanto si dimentica eroicamente di
essere basso e porta a casa qualche pallone.E la mischia degli All Blacks non ha vendemmiato
in Argentina, in nessuno dei due test: qualcuno (bravi i Pumas
comunque) lo legge come un problema, altri come un ricasco
preventivato dal fatto che Graham Henry
sta facendo ruotare una trentacinquina di giocatori. Siamo i più forti tra un mondiale e l’altro dicono
con abrasiva auto-ironia in Nuova Zelanda, riferendosi alla sindrome
della squadra che sbanca negli anni tra i modiali, ma che non vede
la Webb Ellis Cup dal 1987. Henry non nasconde di pensare al 2007,
nega viceversa di vedere il 3Nations come un collaudo. Il Sudafrica guarda, e studia i Wallabies per la
settimana seguente, dopo aver incassato in casa dalla Francia, dopo aver fatto dire ai critici che la famosa rush defence e un pacchetto
da nove quintali e passa a volte non bastano.

 

05/07/2006

Scontati Tutti Neri

Tutto secondo pronostico a Christchurch, dove
l’Australia si illude ma deve cedere alla maggior forza ed
organizzazione degli All Blacks Si parte con la durissima Kapa O’Pango scelta e
guidata da Rico Gear,
l’avvio di gara è ordinato da parte di entrambe, l’Australia sembra
reggere bene davanti e al quarto
d’ora va in meta grazie ad un gioco di prestigio uscito dal piede di
Latham, che spiana la strada a Matt Rogers perfetto nel pescare il
rimorchio di Tuqiri che vale il vantaggio. Mortlock trasforma ed è 0-7, gli All Blacks
provano a reagire furiosamente ma l’Australia
è eccellente nell’ingabbiare il gioco neozelandese: neanche il piede
stranamente senza ispirazione di Carter aiuta la Nuova Zelanda, e
provvidenziale arriva un giallo decisamente evitabile per Rocky
Elsom che sposta gli equilibri: immediatamente arriva la meta di
Mealamu, che sfrutta una touche fuori misura di McIsaak e con la
trasformazione di Carter
è 7 pari alla mezzora.L’inferiorità numerica fa soffrire l’Australia
investita dalle scorribande nere, gli avanti fanno sempre più fatica
e quasi fisiologicamente arriva la seconda meta di Mealamu
trasformata da Carter. L’Australia vacilla e rischia di subire
ancora, ma un’affannosa difesa permette di chiudere sul 14-7 il
primo tempo. Gli ospiti riemergono vogliosi, il muro
neozelandese però regge e quando gli All Blacks si innescano son
dolori: il calcio di Carter fa +10, la meta trasformata di capitan
Richie McCaw, ancora favorita da una decisione opinabile di Kaplan
che non penalizza Rokocoko, chiude definitivamente ogni discorso
perchè al 50esimo è 24-7.A poco serve la successiva meta di Scott Fava, non
trasformata ed immediatamente anestetizzata nel punteggio dal piazzato di Carter: il carattere dell’Australia si infrange sul
superbo atteggiamento difensivo degli All Blacks che a differenza
degli avversari sono aggressivissimi e a far calare il sipario
arriva la corsa di Toeava che porta in meta un intercetto
garibaldino di Carter.L’apertura All Black sbaglia la trasformazione,
poco male perchè il 32-12 del Jade Stadium
è sufficientemente emblematico della superiorità neozelandese.

 

 

L’Australia passeggia

A Brisbane netto successo dell’Australia, che si
riscatta della sconfitta con gli All Blacks e domina con un
eloquente 49-0 il Sudafrica nel Sei Nazioni.A Brisbane l’Australia manda nel dimenticatoio la
sconfitta con gli All Blacks che aveva aperto il Tri-Nations
passeggiando dolorosamente su di un Sudafrica alla seconda peggior
sconfitta della sua storia: sesto minuto e Australia
già avanti con un drop magnifico di Larkham, il secondo in carriera
per l’apertura
down-under. I sudafricani davanti sono inconsistenti, gli
Aussies sono un’onda che travolge gli avversari e al 16esimo vanno
in meta con Jeremy Paul, splendidamente protetto e portato oltre la
linea dall’avanzata del pacchetto di mischia, e con la
trasformazione
è 10-0.

Gli Springboks sbandano e sbagliano, regalano
ancora a Mortlock il calcio del 13-0 e non riescono ad entrare nè
mentalmente nè fisicamente nelle sontuose giocate australiane: non
c’è alternativa alla seconda meta, firmata Holmes ma propiziata da
una cavalcata trionfale di Larkham.

La trasformazione e un altro piazzato di Mortlock
fanno 23-0, il giallo a Matfield che costringe anche in inferiorit�
numerica il Sudafrica contribuisce alla meta realizzata in mezzo ai
pali dal redivio Matt Guiteau: il parziale
è 30-0, durissimo per un Sudafrica rimasto negli spogliatoi del Lang
Park. Gli Springboks riemergono per la ripresa
quantomeno combattivi ma scarsa organizzazione del XV di Jack
White
è troppa per poter ambire a qualcosa: solo un’iniziale supremazia
territoriale, dall’altra parte un’altra meta ingengnata da Tuqiri
per Latham, dimenticato da Poulse per il 37-0.La differenza assume proporzioni imbarazzanti,
Guiteau corona la sua giornata trionfale con la quinta meta
australiana, iniziata con una veronica sopraffina che manda a spasso
Habana e schiacciata in tuffo oltre la linea: 42-0, ma non
è finita perchè a 5 dalla fine arriva anche la meta di Chisolm
sintomatica del velluto su cui l’Australia ha passeggiato per tutta
la partita.

49-0, Sudafrica annientato ed ora alle prese con
una settimana terrificante, visto che sabato prossimo sarà a
Wellington al cospetto degli All Blacks.

 

15/07/2006

Terza vinta per gli All Blacks

A Brisbane, una Nuova Zelanda col fiatone per la
partita di grande intensità dall’Australia esce vincente prendendosi
con una gara d’anticipo la Bledisloe Cup ed ipotecando la vittoria
finale nel Tri-Nations.Gli All Blacks, guidati da un Richie McCaw che
chiuderà la gara come migliore in campo, si presentano con la
tradizionale Ka Mate e non con la Kapa O’Pango andata in scena tre
settimane fa a Christchurch, gli Aussies aprono con il piede di
Stirling Mortlock, che al nono minuto centra i pali portando sul 3-0
i Wallabies.Passa un minuto e arriva la meta neozelandese,
l’unica di una gara dal punteggio basso ma tiratissima e
spettacolare: la difesa Australiana sbaglia a scalare, Elson lascia
uno spazio letale sul lato sinistro a Rococoko, che riceve da
Collins, parte e con un cambio di direzione all’interno da
slalomista navigato vola oltre la linea schiacciando la sua 31esim
meta in 34 apparizioni con la felce argentata sul petto.Carter naturalmente trasforma ed è 3-7. Un altro
piazzato dell’apertura tutta nera porta il divario a sette punti,
l’Australia però c’è, davanti regge ed in touch mette in grande
difficoltà gli avversari.

Il perfetto atteggiamento difensivo neozelandese e
qualche errore evitabile tengono però i Wallabies lontano dalla
meta, e solo un calcio di Mortlock permette agli Aussies di chiudere
la prima frazione sul 6-10.Stessa musica in apertura di ripresa: partita
meravigliosa, l’Australia attacca furiosamente ma
è impossibile passare nella difesa strenua ed impeccabile degli All
Blacks, capitan McCaw piomba su ogni pallone e dopo 18 minuto di
simil-apnea la Nuova Zelanda trova i primi 3 punti del secondo
tempo, con un drop dell’immancabile Carter. La via della meta è tabù per gli Australiani, che
poco dopo ristabiliscono la distanza di quattro punti con un altro
calcio di punizione partito dal destro di Mortlock.

9-13 ad un quarto d’ora dal termine, una meta
deciderebbe i giochi: l’Australia dà tutto caricando a testa bassa
fino all’ultimo pallone, la Nuova Zelanda si salva affannosamente
con una difesa di altissima qualità e mantiene l’imbattibilità .Il risultato dice All Blacks che ora guidano la
classifica del Tre-Nazioni con 13 punti, ma il prato di Brisbane ha
mostrato che tra Australia e Nuova Zelanda, la differenza, non
è poi cosà abissale.

 

 

Australia, per poco

Il Sudafrica, dopo l’umiliante 0-49 subàto nella
prima contro l’Australia, sfiora il colpaccio a Sidney e si inchina
solo nel finale ad un Australia opaca e fortunata 20-18 Subito Books aggressivi davanti, ma i primi tre
punti del match arrivano al 12esimo dal piede di Mortlock, che in
apertura aveva fallito il primo calcio. Il Sudafrica, superiore nel
pack ma sempre troppo impreciso, spreca con Montgomery il piazzato
del pareggio dopo un’azione insistita nei 22 australiani:
l’Australia manca di lucidità ma le giocate sudafricane sono troppo
sporche per poter far danni, e da un regalo di James arriva la meta
Wallabies alla mezz’ora: disastroso calcio a liberare dell’apertura
degli Springboks, Gerrard si invola e punisce un Sudafrica per
larghi tratti in grado di poter prendere in mano l’inerzia del match
ma puniti per le troppe imprecisioni commesse.La trasformazione puntuale di Montgomery, che
tocca i 100 punti in carriera contro il Sudafrica, porta al 10-0 con
cui si va all’intervallo. Apertura di ripresa con il Sudafrica a
premere sull’acceleratore: James, dopo due errori di Montgomery nel
primo tempo, calcia fra i pali un piazzato facile e fa 10-3.L’Australia fatica, non trova spazi per
organizzare l’offensiva e un altro piazzato di James porta i Boks a
meno 4. La meta
è nell’aria e arriva al 54esimo: un grave errore di Gregan libera il
calcetto di Du Preez, prolungato da Ndungane che lancia oltre la
linea Fury al quale non rimane che tuffarsi e schiacciare i punti di
un meritatissimo sorpasso.James trasforma mantenendo un ruolino immacolato
al piede ed è 13-10 Sudafrica. L’Australia prova a reagire
affidandosi alla visione di Gregan, Gerrard
è tradito da un rimbalzo fasullo quando ormai la meta sembrava cosa
fatta ma i Wallabies si devono accontenatare di pareggiare con il
secondo calcio di punizione di Mortlock.La partita è intensissima, il Sudafrica continua a
spingere e trova la seconda meta: splendido il passaggio a saltare
l’uomo di Du Preez, Montgomery parte e viene letteralmente
recapitato oltre la linea dal lavoro superbo di Brian Habana, che
con l’aiuto di Ndungane spinge oltre la linea il compagno di
squadra. E’ 18-13, entra Rogers per Larkham e prende le chiavi di
un’Australia costretta alla rincorsa negli ultimi 12 minuti: proprio
lui firma al 75esimo la meta del pareggio, con Phil Bow, al 50esimo
cap con l’Australia, brucia Os Du Raandt e serve sulla corsa il
numero 21 dei Wallabies che vola in tuffo oltre la linea.Da posizione angolatissima, e con l’aiuto del
palo, Montgomery firma il sorpasso per la disperazione degli
Springboks, ai quali rimane la frustrazione di un risultato
probabilmente meritato ma sfumato sul filo di lana, sentimento che
non cancella però la consapevolezza che questo Sudafrica ha ancora
qualcosa da dire nel suo Tre-Nazioni, che nel mese di agosto vedr�
sbarcare in Africa sia l’Australia, che gli All Blacks.

 

Tri Nations agli All Blacks

La Nuova Zelanda ha battuto l’Australia per 34-27
in una partita del Tre Nazioni, aggiudicandosi il torneo con tre
giornate d’anticipo. E’ la settima volta che gli All Blacks
conquistano questo titolo.Nuova Zelanda campione Tri Nations 2006. Prevedibile, previsto,
magari per un’altra strada. 19 punti di Carter, altro dato che non
fa piu notizia, allargata finale - e solo finale- per i numero uno
dei ranking: gi apiu difficile da prevedere..

Fino al 13 a 6 targato Tuqiri c’era ancora spazio
per pensare ” adesso arrivano e ciao”, poi la meta del riscattato
Elsom, passata per la conferma televisiva – ha fatto capire che il
torneo dell’emisfero sud era ancora ain bilico. E che – messe via le
fantasie di passeggio largo- si capiva che Graham Henry non faceva
pretattica, che il rischio annunciato c’era davvero e che serviva
carter dalla piazzola epr evitare l’irreparabile.Fino al 20 a 17 si intende, poi l’usura degli
avanti gialli, la semina di raggruppamenti letali hanno ristabilito
le distanze iniziali. Mete di Kjack, di Mc Alister – all’ennesima
conferma – e distanze teoriche ristabilite. Per poco, nel senso di
punti e di valori assoluti, visto che la seconda schiacciata di
tuqiri accorcia ancor ail margine e visualizza un concetto. Gli
allblacks hanno la squadra piu forte, anzi ne hanno due, ma nel
match secco si sono un altro paio di contendenti in giro per gli
emisferi; inclusi i rivali australiani della bledisloe cup

 

15/09/2006

SA, sconfitta shock agli All Blacks

Il risultato più inatteso del 2006: i campioni Tri
Nations e primi del ranking hanno perso contro un Sudafrica in piena
crisi di gioco e strutture.
Haka: la Kapo o Pango, quella discussa e cattiva. Come discussa e
cattiva è da un paio di anni l”aria che tira nel rugby sudafricano.
21 a 20 risultato shock. Serviva agli Springboks in crisi storica
questa rovesciata a tutte le previsioni contro gli All Blacks che
non perdevano da 15 match. Il piede di Pretorius
è valso- rarità - quello di Carter, - meno stellare del solito,
comunque in meta e comunque a firma di tutti i punti tranne quelli
della meta di Rockococo.Habana, meta di intercetto, al solito, visto che
il magazzino della mischia e la linea di trequarti non forniscono
palloni, poi Hore dall’altra parte, niente, non
è meta. Meta di Wannwenburg, di peso, di costruzione
paziente e muscolare dopo il riposo, quando si pensava al solito
spavento solo temporaneo per i numero uno del ranking. Invece Os Du
Randt, eroico sopravvissuto adl mondiale 95, e la rimessa laterale
sudafricana
è la migliore della terra- gestita, aiutata, pilotata ad un Matfield
da oscar hanno prodotto e complicato.Rocococo meta:, trasformata ancora da Carter, poi
3 punti di Pretorius, recuperato come la sua nazionale, stessi
travagli stesse accuse stessi aggettivi da rivedere. 21 a 20.

 

15/09/2006

3Nations, altra vittoria Springbok

Poche mete e buona partita tra le due rinate
dell’emisfero australe.Torna al classico Ellis Park di Johannesburg, il
Sudafrica per il secondo finale alto di un anno tra i più
brutti della sua storia.. Per prima a punti l’Australia, l’altra grande in
crisi, ripartita – proprio a spese del Sudafrica- nell’era
dell’allenatore Connolly. 3 a zero con il piede di Mortlock. E va avanti a penalty un match il cui tabellino
potrebbe ingannare: non
è stata la sagra del calcio di spostamento, anzi, la meta di Larkham
– che un giorno ci
spiegherà come fa con quegli acciacchi a giocare quel rugby- e il
drop di Pretorius, ( meno infallibile che contro gli All blacks)
sono stati solo dei pezzi di match interessante, costruito, con
qualche
stornità da sforzo per un Sudafrica che fisicamente ha dato
l’impossibile.Alla meta di Du Preez si assaggiava il bis
sudafricano e si immaginava l’esultanza del super-tifoso Mandela con
poche euforie e occhio al piede di Mortlock che – infatti ha dato
un’altra accorciata.E il 24 a 16 arriva con una combinazione di
Pietersen – debuttante e convincente, ma per chi segue Sport Italia
nessuna sorpresa -e la firma di Breyton Paulse, che non giocava e
non concludeva cosi da tempo

 

15/09/2006

All Blacks, i più forti

Si è appena conclusa un’edizione del 3 Nazioni gi�
vinta dagli All Blacks a
metà torneo, ma gli ultimi match hanno indicato che il Mondiale 2007
sarà meno scontato di quanto dica il ranking.Nuova Zelanda 23, Australia 11, Sudafrica 9. Con
il titolo ai Blacks
già a metà 3 Nations il seguito si presentava come una noiosa serie
di collaudi in funzione mondiale 07. Invece no, le giornate mancanti
sono servite a dimostrare che i Blacks sono
e nel ranking e nei fatti e i piu forti del mondo; ma nella partita
secca, possono perdere
e tanto per stare al 3 nations- con le altre due.

Con gli springboks è successo, con i wallabies ci
è amncato poco. E anche il 21 a 16 di Johanesburg ha reso
dignità alle quotazioni sudafricane. C’è da ripetere che si tratta
di valutazioni e
potenzialità sul match secco, ma il mondiale è un torneo, non un
campionato ad andate, ritorni etc.

Appoggiabile e copiabile l’opinione del capitano
Smith: un 3 nazioni da dimenticare, ma buoni segnali per il
mondiale: a solo (e sottolinea solo) dodici mesi da francia 2007 la
rosa si allargata, i teorici rincalzio hanno funzionato tutti. Due
risurrezioni diverse quelle dei veri gialli e dei gialloverdi:
entrambe parziali, intendiamoci, ma a Sidney hanno cambiato
allenatore e strada maestra, in Sudafrica hanno dato fiducia allo
sfiduciato, garantendo
e tra la selva di metaforici fischi e che Jack white sarebbe arivato
al mondiale. Per il momento ci hanno abbastanza preso entrambe.

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